___________________________

UNA PACE NON VIOLENTA
___

Fat to sta che la realpolitik si nasconde in quell’atroce penombra dove violenze e anticipazioni si confon dono. La guerra della pace non sarà la soluzione. La pace della guerra non è scontata. In Siria. In Irak. Dove si combatte l’oscurantismo. Le strategie di bombardamenti sono incuranti del buon senso culturale-ideologico-religioso delle parte ma alimentati di fraintendimenti ostili che nutriscono l’eretismo. Non sarà pace ma la profezia di una tregua, non piu di decenni come era nella realtà delle gr ande guerre, ma di una pausa che non avremo neanche il tempo di godersela. Una pace violenta, equivoca, magmatica, chaotica e violentata, non è pace. Per l’occidente. Per l’oriente. Per il mon do. Per tutti noi. Per le famiglie ad dolorate. E per loro: donne e uomini, giovanni e no, icone tragiche per darci una lezione. Solo conta il coraggio del perso dare avere. E solo conta il corragio dei nostri cuori per vedere. Abbiamo bisogno di toleranza disperata per combattere a mani nude la vitalità dell’in tollerenza frammentaria della nostra dignità. Del nostro insieme. Atei. Buddisti. Cat tolici. Ebrei. Musulmani. Tutti lontani della faglia umana.
_

#ALESSANDROBERGA | L’ÉDITOR
#PARIS #BAMAKO #BEYROUTH #TUNIS
#POSTMORTEMNONSPAVENTATO #MODEDIPLOMATIQUE (at MAC Musée d’art contemporain de Montréal)