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SE MI SFIORI

12.5.1995
12.5.2015
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L’amore è la sua tragedia. Lo cerca, lo vuole, lo canta. Ma non l’accompagna. Lo dirà anche lei. Si deve confrontare così con la sua solitudine, cementata, ad un cer to pun to, da una vergogna agghiacciante: la “sfiga”. Lei porta sfortuna, è una jellatrice. Così si dice. Tut to comincia una sera in cui piove forte prima del concer to e lei fa presente che quel telone issa to alla meglio non reggerà. Il telone crolla e le voci che un’artista come lei porti incidenti e disgrazie cominciano a girare. Il talen to in Italia però non serve. Lei si fa strada, ma c’è qualcosa che la tiene a terra, inchiodata. Averla come cantante è come essere in America ad ascoltare Barbara Streis and. Trionfa con Aznavour all’Olimpia, Parigi è sua. L’amore che dà sui palchi è per quelli che ammirano la verità del sentimen to nel affrontare, nel ingranare. Ciò che gli sta in torno è una lunga salita e discesa di stati d’animi, una lunga preparazione, in fon do, all’addio. Per passare oltre venti anni dentro un’inciviltà da medioevo bisogna essere b andiera. 20 anni senza una delle voci Italiane più belle di sempre. 20 anni senza una mitica, granitica, leggera e vera cantatrice in un mon do di ipocrisie. In punta di piedi era arrivata, in punta di piedi, senza fior furore, se n’è andata. In una giornata qualunque. Come quella di oggi. #MiaMartini, la gente è strana, prima si odia poi si ama..
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#ALESSANDROBERGA | L’ÉDITOR
#ADMEMORIAM #MODEDIPLOMATIQUE