PARIS | Printemps Été 2014 | VALENTINO

Sopralluoghi in Paris per il Vangelo secon do .. Valentino ..

“Ho pensa to subi to a Medea sapen do che il personaggio sarebbe sta to lei. Delle volte scrivo la sceneggiatura senza sapere chi sarà l’at tore. In ques to caso sapevo che sarebbe stata lei, e quindi ho sempre calibra to la mia sceneggiatura in funzione della Callas. […] Cioè, questa barbarie che è sprofondata dentro di lei, che viene fuori nei suoi occhi, nei suoi lineamenti, ma non si manifesta direttamente, anzi, la superficie è quasi levigata, insomma i dieci anni passati a Corin to, sarebbero un po’ la vita della Callas. Lei viene fuori da un mon do contadino, greco agrario, e poi si è educata per una civiltà borghese. Quindi in un cer to senso ho cerca to di concentrare nel suo personaggio quello che è lei, nella sua totalità complessa”.

Pierpaolo Pasolini sintetizzò i contenuti di questa sua opera cinema tografica anche in una intervista a Jean Duflot :”Medea è il confron to dell’universo arcaico, ieratico, clericale, con il mon do di Giasone, mon do invece razionale e pragmatico. Giasone è l’eroe attuale (la mens momentanea) che non solo ha perso il senso metafisico, ma neppure si pone ancora questioni del genere. È il ‘tecnico’ abulico, la cui ricerca è esclusivamente intenta al successo. […] Confronta to all’altra civiltà, alla razza dello ‘spiri to’, fa scattare una tragedia spaven tosa. L’intero dramma poggia su questa reciproca contrapposizione di due ‘culture’, sull’irriducibilità reciproca di due civiltà”.

Duflot gli chiese ancora se la narrazione mitica racchiudesse implicazioni s toriche attuali, come in Edipo re, Il Vangelo secon do Matteo o Porcile. “[…] potrebbe essere benissimo la s toria di un popolo del Terzo Mon do, di un popolo africano, ad esempio”, rispose Pasolini, “che vivesse la stessa catastrofe venen do a contat to con la civiltà occidentale materialistica. Del res to, nell’irreligiosità, nell’assenza di ogni metafisica, Giasone vedeva nel centauro un animale favoloso, pieno di poesia. Poi, man mano che passava il tempo, il centauro è divenu to ragiona tore e saggio, ed è fini to col divenire un uomo uguale a Giasone. Alla fine, i due centauri si sovrappongono, ma non per ques to si aboliscono. Il superamen to è un’illusione. Nulla si perde”.

Bêtes de Style Pasolini pour Maria Grazia Chiuri + Pierpaolo Piccioli ..

Bravo !

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