HACHE | FW 2013 Runway Show Teaser

Nata a Bologna, è un personaggio schivo, che non ama mostrarsi. Parla di sé con pu dore e sincerità e sente di poter parlare del suo nuovo e più sal do equilibrio basa to su solidi principi: ecco Manuela Arcari.

L’incontro con la moda avviene per caso nel 1980, qu do inizia la sua collaborazione presso l’ufficio stile di un’azienda di abbigliamen to della zona. Dal quel momen to il lavoro diventa passione e nel 1992, Manuela disegna la prima collezione che riscuote un successo di pubblico e stampa senza precedenti. Madre di due figli, definisce Ter Et Bantine come la sua “Terza Figlia”, afferm do di averli fatti crescere tutte e “tre” con amore e attenzione, proteggen doli senza mai far mancare disciplina e rigore, non risparmi do le critiche anche feroci, per permettere loro di conquistare la libertà di essere quello che vogliono.

“Parlare di se, provare a descriversi raccont do particolari ed episodi del proprio percorso è paragonabile alle più spietate delle decisioni, alla più feroce delle confessioni alla più invasiva delle au toanalisi, oggi mi sen to di poterlo fare e lo considero un traguar do importante.

In tempi recenti ho raggiun to un equilibrio personale interiore, a difesa dei miei spazi e dei miei affetti e, forse, in contrapposizione al disordine ed alla confusione che ci circondano, mi sen to più forte e sono capace di definire i principi della mia vita.

Da sempre perseguo la trasparenza e l’ordine fino al limite del rigore. Non è facile vivere con questi principi anzi, è un mo do per complicarsi la vita specie se senti il bisogno di trasmetterli anche nel tuo lavoro, a tutte le persone che ti circondano ed ancor più ai tuoi figli.

Ho fat to molta difficoltà a trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia volen do riuscire bene in entrambi. Ho preferi to a dottare un approccio basa to sulla piena trasparenza dei sentimenti e delle azioni. Non sono mai stata tollerante, o peggio amica dei miei figli. Sono, tut tora, ferma ed al contempo complice non nasconden do nulla e volen do sapere tut to a cos to di soffrire. Non è differente l’atteggiamen to nei confronti di quella che posso definire la mia terza figlia Ter Et Bantine. L’ho fatta crescere con amore e attenzioni proteggen dola e preserv dola ma senza mai farle mancare la disciplina ed il rigore e non risparmi dole critiche anche feroci, per permetterle di conquistare, in piena au tonomia la libertà di essere quello che vuole essere.

Ecco ques to è un concet to per me importante per cui ho sempre lotta to: la libertà di essere quelli che si è, senza maschere o compromessi. Ancora oggi per una donna che lavora, che conduce un azienda che esprima la propria creatività rischia di essere il vero ed unico lusso difficile da raggiungere e impossibile da mantenere.

Per ques to ho coltiva to un istin to di conservazione che si esprime attraverso una selezione attenta delle amicizie, delle persone con cui lavoro, dei momenti in cui apparire, delle cosa da fare, delle poche passioni da coltivare. Così mi sono ritagliata un area di interesse avvicin domi a tutte le forme di arte contemporanea capaci di aprire la mente e migliorare la percezione della realtà in cui viviamo. Non voglio proporre il soli to parallelismo tra moda e arte, non riesco a resistere dall’essere rapita da un’opera d’arte o da una mostra, senza poi trovarmi più forte e arricchita da una visione più ampia della vita, dell’amore e perché no, del lavoro. ˮ